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Tenuta di Aljano - le colline reggiane

La Tenuta di Aljano è adagiata sulle morbide colline reggiane. La Tenuta di Aljano affonda le sue radici nel lontano medioevo: qui la vite è passione ed il vino un’arte secolare. In questa terra di grande vocazione agricola, nota sin dall’anno Mille, si estendevano le vigne di Sua Altezza Serenissima, il Duca di Modena e Reggio. La fertilità dei terreni di Jano, Figno e Montericco è nota fin dal Medioevo per la dovizia di “formento, formentone, fava, mestura, spalta, castagne, farina di castagna”; di non minore importanza la presenza di fichi, mori, ulivi, piante da frutta e vigne.I contadini avevano l’obbligo di piantare almeno ½ biolca di vigna ogni anno “ut habeatur maior boni vini copia“ (per avere una maggior quantità di buoni vini).*Oggi questo antico territorio da vita ad un sogno nuovo che ha già concesso i primi pregevoli risultati.*Dagli Archivi di Stato di Modena e Reggio Emilia

 

I TERRENI

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I terreni

Posto a circa 250 metri di altitudine, il territorio tipicamente collinare della tenuta, per la sua bassa fertilità impedisce di ottenere abbondanti rese a vantaggio di una alta qualità della materia prima prodotta in vigneto. Inoltre conferisce al vino buona struttura e una caratteristica nota minerale che accomuna tutti i prodotti della cantina. Il sottosuolo, infatti, è formato da rocce sedimentarie costituite da arenarie, marne, argille ma soprattutto gesso.

La Tenuta di 110 ettari è adagiata sulle prime colline di Scandiano, affacciandosi sulla grande pianura padana, i vigneti disposti sul versante della valle del torrente Tresinaro (esposizione a est) sono caratterizzati da una maggiore escursione termica diurna e da terreni più fertili, mentre i vigneti esposti a nord nascono su terreni molto più minerali e poveri di acqua. Queste differenze pedoclimatiche vengono sfruttate e valorizzate attraverso l’utilizzo specifico delle diverse uve in relazione alla tipologia di vino.